Transizione 5.0 e' finita: che cosa e' cambiato dal 2026 per chi investe in AI
01.04.2026 · 3 min
Se state leggendo una guida su «come accedere a Transizione 5.0», quasi certamente e' vecchia. La misura come e' stata conosciuta fra il 2024 e il 2025 non e' piu' quella, e la differenza cambia il conto economico del vostro investimento.
Che cosa c'era
Fino al 31 dicembre 2025 il Piano Transizione 5.0 riconosceva un credito d'imposta sugli investimenti in beni tecnologici — software compreso — a condizione che il progetto producesse una riduzione documentata dei consumi energetici della struttura o del processo. L'aliquota cresceva al crescere del risparmio ottenuto. Il percorso richiedeva comunicazione preventiva, perizie e validazione, e la dotazione era limitata.
Che cosa c'e' adesso
Dal 1° gennaio 2026 il meccanismo e' cambiato in due punti sostanziali:
- Non e' piu' un credito d'imposta ma una maggiorazione del costo deducibile (iperammortamento): il bene si ammortizza per un valore superiore a quello effettivamente pagato, riducendo il reddito imponibile.
- E' caduto il vincolo del risparmio energetico: non e' piu' richiesto il raggiungimento di una soglia di riduzione dei consumi, che era il requisito piu' oneroso da dimostrare e quello che escludeva la maggior parte dei progetti software puri.
La maggiorazione e' articolata per scaglioni decrescenti all'aumentare dell'investimento, e la finestra copre gli anni successivi al 2026. Aliquote e scaglioni esatti non li riportiamo qui di proposito: sono la parte che viene ritoccata piu' spesso, e su una materia fiscale un numero vecchio e' peggio di nessun numero. Il riferimento e' il portale del MIMIT, insieme al vostro consulente fiscale.
La differenza che conta davvero
E' qui che molte aziende sbagliano il conto. Un credito d'imposta si utilizza in compensazione indipendentemente dal risultato d'esercizio: vale anche per un'impresa in perdita. Una maggiorazione del costo deducibile abbatte l'imponibile, quindi il beneficio effettivo dipende dall'aliquota che pagate e dall'avere un utile da abbattere.
Conseguenza pratica: per un'impresa solidamente in utile il nuovo meccanismo puo' essere piu' conveniente di prima, perche' e' caduto il requisito energetico. Per un'impresa con utile risicato o in perdita il beneficio si assottiglia molto, anche a fronte di percentuali nominali alte. Il calcolo va rifatto, non ereditato.
Se avevate gia' presentato nel 2025
Le imprese che avevano completato la comunicazione preventiva sotto il vecchio regime e sono rimaste escluse per esaurimento delle risorse hanno un percorso dedicato di recupero, con modalita' e percentuali definite dalla normativa di bilancio. Se siete in questa situazione non date per perso il beneficio: e' il caso in cui vale la pena farsi verificare la posizione, perche' i termini sono precisi.
Che cosa fare adesso, in ordine
- Verificate se avete ordini firmati o consegne a cavallo fra i due regimi. E' il punto in cui si perdono i benefici, e non e' rimediabile a posteriori.
- Rifate il calcolo di convenienza sul nuovo meccanismo, con il vostro commercialista e sul vostro imponibile atteso.
- Separate le voci del progetto. Non tutto quello che chiamate «progetto AI» rientra: la formazione segue strade proprie, e i servizi ricorrenti in genere non sono investimenti agevolabili.
- Non aspettate il perfezionamento della norma per definire il progetto. Un intervento definito si adatta allo strumento disponibile; il contrario non funziona mai.
Il quadro completo delle strade di finanziamento e' in Finanziare un progetto AI: le quattro strade.
Volete capire che cosa rientra del vostro progetto?
Ne parliamo insieme al vostro commercialista: noi portiamo la parte tecnica, la parte fiscale resta a chi la segue per voi.
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